CHIESA DI SANTA MARIA ASSUNTA

La costituzione della Congrega della Madonna Assunta in cielo, si deve al gesuita Francesco Pavone che agli inizi del XVII secolo, nel 1610, diede vita al sodalizio religioso.

Il gesuita svolse opera missionaria per le vie di Napoli e nei casali circostanti.

Fu proprio nel corso di una di queste visite, che fondò la congregazione che fu detta della “segreta” o della “disciplina”. Era aperta ai soli uomini.

La prima sede della congregazione era sita alla strada detta “alli Palombi” nella casa di un certo Tommaso Di Donna; nel 1618 a causa dell’elevato prezzo di locazione, i confratelli decisero di acquistare per la cifra di 399 ducati, un piccolo pezzo di terra all’estremità del “Largo della Chiesa”, l’attuale confine tra Piazza Santa Croce e Via Comizi, proprietà di un certo Orazio Brancaccio. Su questo suolo costruirono la nuova sede della Congregazione.

A seguito dell’eruzione del 1631 tale sede venne danneggiata ed in parte fu invasa dalla lava. Ristrutturata in breve tempo, già nel 1631 fu riaperta ai confratelli ma il sempre crescente numero di congreganti, imponeva a questi complicate turnazioni per poter assistere alle funzioni religiose.

La confraternita accolse fino a 300 iscritti con lo scopo di curare la loro educazione spirituale sotto la guida di zelanti sacerdoti.

Padre spirituale della confraternita dal 1778 al 1799 fu il Beato Vincenzo Romano.

Nel 1748 i confratelli decisero, visto la disponibilità delle casse comunitarie, di abbattere i modesti locali esistenti per costruire una nuova Chiesa sulla stessa area della precedente affiancandovi un oratorio. La nuova costruzione, molto più ampia della precedente, era posta ad un livello superiore; vi si accedeva da “Largo della Chiesa”.

Aveva all’interno due altari: il maggiore con il simulacro dell’Assunta e quello laterale dedicato a San Placido Martire, con una statua del Santo a mezzo busto. Con l’eruzione del giugno 1794 la Chiesa andò in gran parte distrutta: fu necessario quindi riedificarla nuovamente e i locali superstiti furono riutilizzati come Terra Santa.

I lavori di costruzione della terza Chiesa, cominciati subito dopo l’eruzione, si conclusero nel 1798 sotto la direzione dell’Ing. Ignazio De Nardo e la solerzia di Don Vincenzo Romano.

Questa è ad unica navata, sull’altare centrale, pregiato nell’esecuzione e con le caratteristiche dell’arte barocca, vi è la statua lignea dell’Assunta risalente al 1745 e quindi proveniente, insieme all’altare, dalla Chiesa sottostante.

I due altari ottocenteschi sono dedicati a San Vincenzo Ferreri e a San Agnello Abate, raffigurati come statue lignee. La struttura fu danneggiata dal terremoto del 1980, fu poi ristrutturata e riaperta il 23 Giugno 1990.

Attraverso una rampa si accede alla Chiesa sottostante che si presenta ad unica navata terminante in un altare ottocentesco di stucco sovrastato da una nicchia murata dove era collocata la statua della Vergine; la volta è a botte. L’unica navata è caratterizzata da quattro spazi per le sepolture e sulle pareti erano dipinte delle frasi a chiaro scopo catechistico.

Dall’antica sala dell’oratorio, attraverso un cunicolo, si passa all’esterno dell’antica Chiesa e  tra le rocce della lava consolidata si legge la presenza di vecchie case e strade distrutte nell’eruzione del 1794.

Da diversi anni, purtroppo, per la presenza di svariate attività nei piani superiori, l’accesso all’ipogeo dell’Assunta è interdetto.