VILLA SORA

Il grandioso complesso residenziale di Villa Sora è uno dei tanti edifici che le famiglie dell’aristocrazia romana edificarono lungo la costa campana: da Capo Miseno fino a Punta Campanella vi era, come dimostra lo storico Strabone, un tale addensamento di costruzioni, da dare l’impressione, a chi osservava dal mare, che si trattasse di un’unica città. Anticamente la costa era più arretrata rispetto ad oggi ma la villa, pur non affacciandosi direttamente sul mare, può comunque essere definita “Villa marittima”.

Villa Sora, così come Villa dei Papiri, quella dei Misteri e quella di Oplontis, era l’ abitazionie di una elitè cittadina che, stanca del caos cittadino, poteva rifugiarsi in una di queste maestose costruzioni in cui poteva dedicarsi all’otium. Le strutture murarie visibili sono quasi tutte in opera reticolata o quasi tendenti comunque alla regolarità e unite ad altri elementi datanti, come i pavimenti in cocciopesto, gli affreschi alle pareti e la ceramica, ci permettono di affermare che la costruzione della villa risale all'epoca sillana o cesariana.

Definire la proprietà di questa villa non è cosa semplice. Attraverso lo studio dei reperti, considerando l’estensione del complesso ed esaminando alcune fonti, è possibile ipotizzare che la Villa appartenesse alla famiglia imperiale.

Citiamo a tal proposito Seneca che nel III libro del “De Ira” dice, parlando di Caligola, che questi fece chiudere una bellissima villa nei pressi di Ercolano, perché qui stette relegata sua madre Agrippina per volere di Tiberio.

La proprietà imperiale di questa villa è  altresì accreditata dalla presenza di spettacolari decorazioni parietali, che nel corso degli scavi del 1989 l’ispettore di zona direttore dei lavori ritenne più vicine alla Domus Aurea neroniana che alle comuni case pompeiane.

La storia e l’archeologia della nostra città vanno di pari passo con quelle delle più famose città di Ercolano e Pompei. Quando l’eruzione del 79 d.C causò morte e distruzione nella zona vesuviana, stessa sorte toccò anche a Torre del Greco che fu invasa sia dalla lava fangosa che colpì Ercolano, sia da cenere e lapilli che seppellirono Pompei, che però hanno consentito la conservazione di strutture e affreschi di quella che doveva essere un’incantevole costruzione del  I  secolo d. C., disabitata e in fase di restauro al momento dell’eruzione, come attestato da particolari rinvenimenti di cumuli di calce nonché da un’incisione su di un affresco riferito probabilmente al costo relativo all’intervento di rifacimento dello stesso.

Il Gruppo Archeologico Vesuviano, nel Settembre del 2004 ha stipulato una convenzione con la Soprintendenza Archeologica di Pompei, la cui ispettrice di zona è la Dott.ssa MariaPaola Guidobaldi  finalizzata alla tutela, alla conoscenza e alla fruizione del Bene.

La convenzione prevede l'impegno del GAV per la gestione e la manutenzione della villa (con attività di pulitura, taglio d'erba, vigilanza sulla stessa), la sua promozione culturale  finalizzata alla conoscenza e l'apertura al pubblico. La prima domenica di ogni mese il GAV effettua inoltre visite guidate sul sito per gli studenti (per i quali effettua anche lezioni illustrative in aula), per gruppi di turisti interessati e organizza periodicamente manifestazioni culturali.

In occasione del maggio dei monumenti 2004 ha organizzato una manifestazione sul gusto proponendo la degustazione di un menù tipico dell'antica Roma; nel 2005 ha organizzato una esposizione di opere d'arte degli allievi dell'accademia e di giovani allievi di un'illustre scuola di pittura di Torre del Greco che si sono prestati ad una sorta di laboratorio dal vivo, elaborando bozzetti dal vero sotto gli occhi dei visitatori. Contemporaneamente i visitatori hanno potuto degustare la Cassata Oplontis.

Nel Maggio del 2010, nell’ambito di un progetto regionale, di cui il comune di Torre del Greco è stato capofila, il GAV ha proposto, con l’approvazione della Soprintendenza, in collaborazione con l’associazione Gymnasium, la rievocazione teatrale del libro VI dell’Eneide. Al termine della rappresentazione, in collaborazione con l’Associazione Cuochi Italiana, sezione di Torre del Greco, una degustazione di pietanze greco – romane, tratte dall’antico ricettario di Apicio.

Oltre a cercare di sensibilizzare la gente e avvicinarla a questo mondo, il GAV cerca di invogliare gli enti a collaborare quanto meno per tirare fuori dall'abbandono la villa, che è sempre esposta ad atti vandalici, nella speranza di poterla un giorno vedere emergere completamente e vedere Torre del Greco come il ponte tra Pompei ed Ercolano.

Nell’Aprile 2004 la Villa si presentava completamente invasa dalla spazzatura, utilizzata come discarica abusiva, fenomeno ancora oggi purtroppo presente, seppure ridimensionato, nonostante le ripetute denunce alle autorità.

Nell’Aprile 2005 , grazie alla costante presenza del GAV che è riuscita a coinvolgere gli Enti locali, la Villa si presentava finalmente  ripulita e diserbata, consentendo di vedere le strutture come non si vedevano da tempo.

Nel corso del 2006 la Soprintendenza ha provveduto alla sostituzione e all’ampliamento della vecchia recinzione per garantire una maggiore  protezione alle strutture dell’intero complesso e, nell’Ottobre del 2010 ha iniziato alcuni importanti interventi di manutenzione volti a migliorare l’accessibilità al sito, a potenziarne la fruibilità e rafforzarne la protezione.